LA LOTTA PER IL CAMBIAMENTO NON È FINITA: APPELLO ALLE DONNE, AI GIOVANI ED AI CITTADINI DELUSI

“MANFREDONIA NUOVA”

Comunicato stampa Manfredonia, 31 gennaio 2015

LA LOTTA PER IL CAMBIAMENTO NON È FINITA: APPELLO ALLE DONNE, AI GIOVANI ED AI CITTADINI DELUSI

Le dichiarazioni dell’Avv. Gaetano Prencipe – che fanno riferimento ad una riunione del proprio gruppo in cui “è prevalsa la volontà di far emergere all’interno del Pd di Manfredonia la nostra forza” e di “rimettersi (egli stesso) alle decisioni del partito” – hanno determinato incredulità e delusione in tantissimi giovani, donne e cittadini che gli hanno creduto e con entusiasmo sostenuto nelle primarie del dicembre scorso.

“Manfredonia Nuova” è stata un’importante avanguardia nell’elaborare e sostenere le analisi e le proposte che venivano emergendo dall’ampio e variegato raggruppamento che si è raccolto intorno all’Avv. Prencipe, con la finalità di dare una sterzata ai metodi usati dal PD e dall’Amministrazione comunale di Manfredonia.

Perciò “Manfredonia Nuova” si rivolge a tutti coloro che hanno votato nelle primarie perché finisse l’occupazione partitocratica del potere cittadino, per comunicare che la lotta per noi non è finita e continua con i tanti cittadini che veramente vogliono determinare il cambiamento a Manfredonia, attraverso il rilancio della democrazia, la valorizzazione di tutte le risorse umane ampiamente presenti nel territorio ed il conseguente sviluppo delle opportunità di lavoro. Chiediamo a tutti i cittadini, anche a quelli che non hanno votato alle primarie o non abbiano tanta voglia di votare, di fare la scelta giusta, perché Manfredonia venga finalmente rappresentata da gente mai compromessa, capace di ben governare, con competenza e senza spartizioni partitocratiche, perché si superi l’attuale sistema mediocre e clientelare e si apra finalmente anche a Manfredonia una stagione nuova. Intanto, saranno avviati i necessari controlli e le procedure perché chi ha determinato gravi danni all’erario, nei rapporti con la GEMA e nella gestione del mercato ittico, paghi di tasca propria, senza addossare ancora una volta gli ammanchi ai contribuenti, cioè ai poveri cittadini.

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