Una bonifica farlocca

Questo documento  è stato inviato in data 18 febbraio 2019:

  • Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gen. Sergio Costa
  • Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque;
  • e p.c. D’Aprile Laura STA DIV. III Bonifiche e risanamento;
  • Ministero dello Sviluppo Economico –Direzione Generale per la Politica Industriale- Div. IV – Analisi del sistema produttivo. Riconversione e riqualificazione dei territori in crisi. Ing. Calabrò Marco;
  • All’ Arpa Puglia- dottor. Vito Bruno;
  • Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di di Foggia;
  • Alla Provincia di Foggia- settore ambiente,
  • Al Presidente della Regione Puglia- Dott. Michele Emiliano;
  • All’Assessore all’ambiente della Regione Puglia Stea Giovanni Francesco

OGGETTO: richiesta di chiarimenti in merito alle operazioni di bonifica finora effettuata dalla Syndial nel sito SIN -Ex EniChem -di Manfredonia (poiché nulla ci è dato di sapere dall’amministrazione, nonostante le ripetute richieste di accesso agli atti) e di intervento di bonifica radicale sull’isola 5 non ancora interessata dalle operazioni di bonifica.

In riferimento all’oggetto noi cittadini e cittadine dell’Associazione Politico e Culturale Manfredonia Nuova, dopo attenta lettura dei documenti in nostro possesso tra cui il verbale della Conferenza Decisoria dei servizi del 26 giugno 2017, dopo aver effettuato una visita accurata al sito Ex Enichem, osservato attentamente le foto che anonimi hanno fatto pervenire all’associazione e ascoltato le confidenze di operai ex EniChem, segnaliamo situazioni che ci paiono difformi rispetto alle azioni di bonifica annunciate-stabilite, nella suddetta Conferenza, e che gettano molte ombre sulla bonifica finora effettuata dalla Syndial.

Ci rivolgiamo a Lei Ministro Costa, sulla cui sensibilità ambientale e onestà intellettuale noi confidiamo, per chiederLe di fugare i molti dubbi sul come e quanto è stato finora bonificato e per richiedere un impegno vero (da tutti disatteso) perché si faccia il possibile per limitare gli ingenti danni di un inquinamento ormai semi irreversibile che ha condannato questo territorio a malattie e morte in misura inaccettabile.

Pertanto poniamo interrogativi e richiesta di intervento di bonifica non solo sull’Isola 5, ma anche su tutta l’area interessata.

In merito all’Isola 5:

L’isola 5 era la sede dell’impianto per la produzione dell’urea e dell’ammoniaca demolito per ultimo mentre erano già avviate le produzioni della Vetreria Sangalli e della Zadra Vetro come si vede dalla foto n° 2 Questa è l’area dove si è verificato lo scoppio della colonna di lavaggio dell’arsenico nel ‘76 che ha riversato nel territorio di Manfredonia tonnellate e tonnellate di arsenico, abbattuta insieme a tutto l’impianto di produzione dell’urea e che aspetta ancora di essere bonificata. Ebbene, a noi risulta che dagli ultimi campionamenti, l’arsenico ha raggiunto la profondità di 17 metri. Perché non si procede ancora con la bonifica?

Quanto c’è di vero nella notizia che l’isola 5 sarebbe contaminato anche dalla formaldeide utilizzata nella produzione per non far addensare l’urea?

Noi cittadini/e chiediamo che sia rimosso totalmente il terreno contaminato dall’arsenico e si faccia presto.

In merito all’isola 9:

l’Isola 9 è l’area che ospitava la Centrale Termo Elettrica (CTE) i cui impianti attualmente risultano completamente smantellati, dove “a seguito di alcune indagini integrative- così si legge nel su citato verbale- condotte nel 2014 in un area d’impronta generata dalla demolizione degli impianti, sono emersi superamenti delle CSC per i parametri Idrocarburi C>12 e Selenio. […] In ultimo gli esiti della campagna relativa agli anni 2014-2015 hanno evidenziato superamenti delle CSC per i composti Alifatici Clorurati cancerogeni (Triclorometano, Cloruro di vinile, 1,1 Dicloroetilene, Tricloroetilene e Tetracloroetilene), composti Alifatici Clorurati non cancerogeni (1,2-Dicloroetilene), Benzene, Metalli (Alluminio Antimonio, Arsenico, Ferro e Manganese), […] con un rischio ambientale non accettabile, correlato ad apporto di Idrocarburi in falda” Ciò non è coerente, a nostro avviso, con le attività che ivi si svolgevano e che potrebbe essere il risultato del processo di lisciviazione dei contaminanti dell’Isola 12 sede della discarica delle sostanze solide dei rifiuti di caprolattame, che si trova sopraelevata rispetto all’Isola 9.

Che ne è stato dell’intervento concordato in sede di conferenza del 2017 “di scavo sino alla profondità massima di 2 m dal piano campagna?” E’ stato effettuato? con quali risultati sui campionamenti che gli enti preposti avrebbero dovuto effettuare? E le campagne di monitoraggio previste sono state effettuate? Con quali risultati? La Provincia di Foggia ha vigilato per il rispetto della vigente normativa in materia?

E’ stato previsto il sistema di intercettazione e gestione delle eventuali acque di percolazione, il cui controllo doveva essere svolto dalla Provincia di Foggia? E la Provincia di Foggia, ormai con una tecnostruttura smantellata come gran parte delle province, è in grado di adempiere correttamente a tali controlli? O sarebbe il caso di coinvolgere l’ARPA?

Nel caso in cui la rimozione del terreno contaminato sia stata effettuata è possibile sapere le modalità di trasporto dei rifiuti e del loro smaltimento?

In merito all’Isola 12:

l’Isola 12 è sede della discarica dei rifiuti della lavorazione del caprolattame e di tutti i rifiuti speciali dello stabilimento, che sappiamo essere stati rimossi. Ma nulla sappiamo di che fine abbia fatto il terreno contaminato estirpato per far posto al capannone per la lavorazione del vetro satinato della Sangalli vetro. E’ possibile sapere la destinazione dello stesso per fugare le voci allarmate dei cittadini?

In merito all’ISOLA 16:

all’interno dell’area erano presenti un impianto di produzione benzaldeide (oggi demolito), alcune vasche di accumulo consistenti in un terrapieno senza nessuna protezione degli scarichi liquidi di caprolattame contenente toluene, benzaldeide ecc.; in attesa che le navi Isola Celeste e Zenaide li portassero nel golfo della Sirte, questi scarichi all’occorrenza venivano fatti filtrare nel terreno e finivano quindi nelle falde acquifere e nel mare. Dall’osservazione diretta e dalle foto in nostro possesso notiamo che è stata rimossa la terra fino alla roccia per un’altezza all’incirca di 2 o 3 metri e mezzo o due, ma non è stato rimosso il cordolo del terreno contaminato e si è lasciato tutta l’area alle intemperie con la possibilità per gli inquinanti di scivolare sempre più giù nelle falde acquifere vedi foto “canon n 7949 e foto bonifica 19”

Perché non è stato previsto alcun rimodellamento e protezione dell’area?

Stessa sorte è toccata all’area sud di detta isola, ospitante n. 3 discariche, per lo stoccaggio (code benzoiche -Discarica A, code tolueniche -Discarica B, rifiuti provenienti dall’impianto di purificazione del caprolattame -Discarica C), la così detta ex pista VVFF, denunciate e scoperte nel 2011 e oggi rimosse nell’opera di bonifica, ma come si vede dalle foto n° 16 della raccolta “bonifica” senza la rimozione del terreno contaminato. Sappiamo per certo che il materiale contaminato che ricopriva i rifiuti delle discariche è stato depositato in una vasca di cemento armato di otto metri di profondità come mostra la foto n° 20 della raccolta “Bonifica” il cemento anche se armato non trasuda e lascia filtrare gli inquinanti nel terreno sottostante?

Che bonifica è mai quella di spostare semplicemente da una vasca ad un’altra i terreni inquinati?

La conferenza di cui sopra ha imposto alla società Syndial “rimodellamento e ri-profilatura dello scavo di suddette aree, in cui sono stati riscontrati superamenti delle CSR sanitarie ed ambientali dei “composti Alifatici Clorurati cancerogeni (Triclorometano, 1,1 Dicloroetilene e Tetracloroetilene), composti Alifatici Clorurati non cancerogeni (1,2Dicloropropano), Idrocarburi Totali (n-esano) e Organici Aromatici (Benzene, Toluene), Caprolattame, Metalli (Alluminio, Antimonio, Arsenico, Ferro, Manganese, Mercurio e Nichel), Composti inorganici (Azoto Ammoniacale, Nitrati, Nitriti, Solfati, Cianuri).

Perché a tutt’oggi non è stato attuato? Quali sono gli effetti sull’inquinamento delle falde acquifere della lisciviazione dovuta all’abbandono e alle intemperie a cui sono state lasciate sia la parte nord, che la parte sud dell’isola 16? vedi foto n° 7954, 7956, 7949?

Perché nella pineta adiacente l’Isola 16 sono in costruzione nuovi pozzi emungimento e lavaggio della falda come evidenziano le foto n° 7940 che si aggiungono ai tanti già in funzione? Forse non hanno funzionato? O devono far fronte all’aumento dei contaminanti per effetto del processo di lisciviazione degli inquinanti dell’isola 16?

In merito all’Isola 14

L’Isola 14, ubicata nel settore settentrionale dell’ex stabilimento, è sede di diverse discariche tra cui una per le code benzoiche, un’altra (in alto a destra dietro le due vasche in rilievo come si evince dalle foto allegate) vasca per il deposito dei terreni e fusti pieni di arsenico derivanti dalla bonifica conseguente allo scoppio della colonna di lavaggio dell’arsenico, ecc. Esse sono state interessate da interventi di demolizione e smaltimento dei rifiuti.

Le indagini di caratterizzazione condotte in Isola 14 hanno interessato sia l’area in corrispondenza delle ex Discariche sia le aree esterne al sedime delle discariche e le analisi effettuate in corrispondenza della Discarica E hanno rilevato superamenti delle CSC per l’Arsenico diffusi sul fondo scavo e, parzialmente, sulle pareti e un unico superamento delle CSC per Cromo totale e Zinco in un campione di parete.

Relativamente alla matrice acque di falda, i 9 piezometri di monitoraggio installati a profondità comprese tra circa 60 e 90 m da p.c. e fessurati da 24÷58 m da b.p. fino a 66÷89 m da b.p. e relativamente alla campagna relativa agli anni 2014-2015 hanno evidenziato il superamento delle CSC per i composti Alifatici Clorurati cancerogeni (Triclorometano), composti Alifatici Clorurati non cancerogeni (1,2-dicloropropano), Benzene, Metalli (Alluminio, Nichel, Piombo, Ferro e Manganese) e Composti inorganici (Azoto Ammoniacale, Nitriti, Nitrati, Solfati) hanno evidenziato una contaminazione in falda riconducibile a composti alifatici clorurati, metalli e composti inorganici.

In ultimo dagli esiti dell’Analisi di rischio condotta in Isola 14 è emerso:

– che il percorso ambientale di lisciviazione dei terreni e trasporto dei contaminanti in falda mostra una rischio ambientale per la falda non accettabile per Caprolattame ed Arsenico”.

In considerazione della tipologia ed estensione della contaminazione da Arsenico e Caprolattame ed al fine di impedire il contatto diretto con i terreni contaminati da Arsenico nonché a proteggere la matrice acque di falda, la Syndal si è impegnata nella conferenza di giugno 2018 a realizzare in 23 mesi con un costo totale di € 903.700,00 nella conferenza di giugno 2017 “una copertura superficiale dell’area afferente all’impronta dell’ex Discarica E e dei poligoni di Thiessen afferenti ai sondaggi 14/B/3, 14/B/19 e 14/B/20, costituito da un sistema multistrato caratterizzato da uno strato di protezione dei teli che permette l’isolamento dei terreni contaminati grazie all’abbinamento di un geo-composito bentonitico e una geo-membrana impermeabile in HDPE con funzione di impermeabilizzazione; un geocomposito bentonico con funzione barriera naturale a bassa permeabilità, un geocomposito drenante a protezione del telo sottostante ed in grado di impedire la formazione di un battente idraulico sopra i manti geosintetici di impermeabilizzazione”.

I sopralluoghi da noi effettuati nell’area tra settembre e dicembre 2018 e le foto aeree n° 27, 29, 34 ricevute da anonimi cittadini qualche giorno fa e altre già in nostro possesso n° 7981 e 7982 non evidenziano alcun intervento nell’area! Come e chi doveva controllare che i lavori si svolgessero in conformità agli impegni presi? Di chi la responsabilità del mancato intervento? Hanno vigilato gli enti comunali, provinciali e regionali perché gli interventi previsti fossero realmente effettuati?

In merito all’Isola 13 e non 15 come si legge nel suddetto verbale (come mostrano le cartine topografiche scaricabili dal sito di Codesto Ministero):

l’isola 13 era la sede dell’impianto di produzione del caprolattame dove in fretta e furia (per far posto a ad un capannone della Zadra vetro poi fallita ed oggi venduta a terzi per altre attività lavorative) si è demolito l’impianto, ma senza porsi il problema di bonificare l’area isola 13. (vedi foto 7941 e 7940) “Gli esiti delle campagne di monitoraggio condotte ad oggi hanno evidenziato una contaminazione in falda riconducibile principalmente a composti aromatici, metalli e composti inorganici. In ultimo gli esiti della campagna relativa agli anni 2014-2015 hanno evidenziato superamenti delle CSC per Idrocarburi Totali (n-esano), Benzene e Toluene, composti alifatici Clorurati cancerogeni (Triclorometano), Metalli (Alluminio, Antimonio, Arsenico, Ferro, Manganese, Mercurio, Piombo), Composti inorganici (Azoto Ammoniacale, Nitriti, Nitrati, Solfati)”.

La Conferenza dei servizi indi “ non ha ritenuto approvabile il progetto di bonifica dei suoli in quanto, la sola verifica dell’integrità della pavimentazione, prevista per l’area sorgente 15-TS-Capr, non può identificarsi come un intervento e, in ogni caso, non può ritenersi come intervento mirato ad interrompere il percorso di lisciviazione; e relativamente all’intervento di ripristino della pavimentazione previsto per l’area sorgente 15_Tp Capr non può essere ritenuto sufficiente ad interrompere il percorso di lisciviazione che dà rischio. La Conferenza di Servizi istruttoria pertanto, ha chiesto alla Società la trasmissione, entro 30 giorni dalla notifica del presente verbale, di un nuovo progetto mirato ad interrompere in maniera efficace il percorso di lisciviazione che ha evidenziato rischio ambientale”.

E’ stato presentato il nuovo progetto di bonifica relativo all’Isola 13? possiamo avere il riscontro di ciò?

In conclusione Sig. Ministro Costa anche in considerazione dei tanti morti per malattie riconducibili all’inquinamento di cui sopra e le malformazioni che colpiscono i bimbi nati nel nostro territorio per un terzo in più rispetto alla media regionale e e 2 terzi in più rispetto alla media nazionale come emerge dall’indagine epidemiologica che le abbiamo inviato come allegato alla lettera- denuncia di agosto 2018 per la conferenza del 5 settembre e dello studio del dott. Bianchi in suo possesso noi le chiediamo di sapere la verità sull’opera di lavaggio delle falde e chiediamo, inoltre, un impegno decisivo per costringere la Syndial a realizzare tutte quelle opere di bonifica decise nella Conferenza dei servizi di giugno 2017 e mai effettuate e che si faccia una bonifica vera partendo da chiarezza e trasparenza circa le metodiche di campionamento del terreno contaminato per:

1) un’ immediata valutazione della permanenza degli inquinanti;

2) una classificazione del rifiuto e per la verifica dell’ammissibilità del rifiuto in discarica e le modalità di trasporto dei rifiuti e smaltimento;

3) un’immediata bonifica di tutta l’area, questa volta vera e non mistificante come fu per il Contratto d’Area;

4) la riqualificazione ambientale;

Ben altra attenzione meriterebbe anche la situazione del mare prospiciente lo stabilimento, dove avveniva lo scarico diretto di tutto il sistema di depurazione dello stesso finora ignorato dalle autorità locali e nazionali, permettendo anche un impianto di acquacoltura e mitilicoltura, come evidenziano le foto n° 7963 nel mare prospiciente la pineta situata a sud delle discariche dell’isola 16 cioè della zona più inquinata dell’Ex EniChem.

Eppure abbiamo notizia che fino al 1982 (anno della costruzione da parte della ditta Farsura di una tubazione fissa) veniva utilizzato un tubo mobile che spesso si sganciava permettendo la fuoriuscita dalle navi direttamente nel mare di sostanze non certo innocue. Quanto c’è di vero in questa notizia avuta da ex operai EniChem? Come si è potuto ritagliare e dare in concessione uno specchio di mare per l’acqucoltura e mitilicoltura? Quando si prenderà in considerazione anche la bonifica del mare inquinato dallo stabilimento EniChem?

A conforto delle nostre ipotesi alleghiamo le note del 2015 e 2016 della Capitaneria di porto del Comune di Manfredonia che denunciano alle autorità locali e nazionali lo stato di inquinamento del mare prospiciente lo stabilimento Ex EniCchem.

In conclusione

Per far nascere un’industrializzazione (contratto d’Area) che ha lasciato solo un cimitero di capannoni sull’area ex EniChem e zona SIC e che ha dato potere a una classe politica screditata si è sacrificato un territorio condannato ad essere inquinato per sempre con uno sperpero di denaro pubblico, anche della comunità europea senza quasi alcun risultato per lo sviluppo economico del territorio.

Come ben si comprende le forze politiche locali non hanno fatto il loro dovere, che è in primis quello di tutelare la salute dei cittadini di Manfredonia, concordando una politica di bonifica di “Natura industriale” con lo scambio nefasto reindustralizzazione –bonifica. Perciò d’ora in poi vigileremo, perché sia rispettato il nostro diritto alla salute e alla vita senza escludere di valutare la possibilità di chiamare a rispondere davanti alla magistratura i responsabili della mancata vigilanza sulle opere di bonifica rimaste sinora, macroscopicamente, inosservate.

Infine Sig. Ministro in considerazione di quanto su esposto noi cittadini/e dell’Associazione Manfredonia Nuova le chiediamo di intervenire subito con l’indizione di una nuova Conferenza dei Servizi e nel contempo le chiediamo di ricevere i rappresentanti della nostra associazione per portarLe tutte le informazioni in nostro possesso e i testimoni che sono disposti a dire di persona ciò che sanno, affinché sia tutelato il diritto di un popolo a vivere in una terra non avvelenata irrimediabilmente e per sempre.

Manfredonia, 18 febbraio 2019

Si allegano:

1) note della Capitaneria di Porto;

2) verbale della conferenza dei servizi del giugno 2017 sulla bonifica (verbale della conferenza dei servizi giugno 2017)

3) foto aeree e foto da terra che provano le nostre osservazioni.

LA CATASTROFE CONTINUATA (dal coordinamento salute e ambiente Manfredonia)

Capitaneria bacco a mare bonifica

 Milena Gabanelli bonifica

Presentazione_30_06_2018 estratto Manfredonia (dal coordinamento salute e ambiente Manfredonia) 

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